La scarpa destra

La scarpa destra

Sabato pomeriggio. La giornata era torrida, io e Paola uscimmo in bicicletta per sfuggire al caldo della mia auto priva di aria condizionata ma munita di sauna, purtroppo solo nei periodi estivi.

Eravamo alla ricerca di un paio di scarpe per lei, scarpe da matrimonio, matrimonio altrui per il momento, da abbinare ad una borsa color panna. Io le proposi delle buone scarpine all’amarena oppure tutta crema coperte di cioccolato, magari in polvere per non far sudare il piedino, ma venni subito riportato nei ranghi con una linguaccia. Forse pensava scherzassi.

Attraversammo la città passando tra stradine in ombra, sconosciute a molti, poco frequentate soprattutto dalle auto e dai loro veloci autisti sempre alla ricerca di strade ampie dove si possa andare veloce.

Arrivammo rapidamente in centro città e da lì iniziammo la visita alle vetrine di scarpe. Dopo una prima rapida ispezione ci recammo in uno dei negozi preferiti da Paola. Il negozio era ai margini del centro in un palazzo tra il vecchio e l’antico, comunque ben tenuto, con i balconi carichi di fiori.

Il negozio in questione aveva tre vetrine una da uomo, una da donna e la terza chissà. Concentrammo il nostro sguardo essenzialmente sulla vetrina per donne, Paola individuò subito due scarpe che potevano fare al caso suo, anche se i colori non erano ben riconoscibili da fuori.

Decidemmo di entrare. C’erano già tre persone dentro, una ragazzina che cercava delle scarpine lilla da abbinare ad un abitino lilla che si sarebbe abbinatp molto bene ad una borsettina lilla, bellina, bellina. Capii subito l’importanza della borsetta nella vita cromatica di una donna, anche se giovanissima, ancora da sbocciare. Probabilmente questione di DNA, è puro istinto primordiale ciò che la guida, a noi uomini non resta che chinare la testa di fronte a questo dono della natura e non aggiungere altro, per preservare la quiete famigliare.

Nel negozio cerano due commesse che servivano, una seguiva la ragazzina “lilla”, mentre l’altra tamponava i capricci di un uomo di mezza età piuttosto corpulento che camminava senza sosta avanti e indietro per il negozio, provando numerose scarpe. Sembrava sempre scontento, una era troppo stretta l’altra troppo larga, l’altra troppo alta… L’uomo zoppicava leggermente sembrava avesse la gamba sinistra leggermente più corta oppure effettivamente era proprio la scarpa che stava provando ad essere troppo alta. Ne provò veramente molte nel periodo in cui rimasi nel negozio.

Arrivò finalmente il turno di Paola, il signore claudicante era ancora alla ricerca di una scarpa dell’altezza giusta, forse se le avesse provate tutte e due, al posto di provare sempre solamente la destra…

Paola aveva le idee abbastanza chiare, nel periodo di attesa prima che ci servissero avevamo già osservato con attenzione le scarpe nella vetrina, il colore era perfetto con la borsa panna. Non restava che provarle. Lei ne provò una. Era abbastanza soddisfatta. Le consigliai di provarle entrambe… Mi sorrise. Capii che erano le sue… fece un cenno di assenso alla commessa che le rimise nella scatola e le consegnò alla cassiera, che probabilmente era anche la padrona visti i fili doro che la ornavano.

Intanto l’uomo incontentabile era già uscito, scontento perché non aveva trovato una scarpa adatta a lui. La commessa che lo seguiva ora era alle prese che con un secondo uomo, forse un impiegato di banca viste le tracce di inchiostro da stampa, del tipo usato sulle banconote, tra indice e pollice.

Mi sentivo come Sherlock Holmes, ero pronto a risolvere qualsiasi mistero.

L’occasione mi capitò di lì a poco: una scarpa era sparita, o almeno la commessa non era più in grado di trovarla. La scatola c’era ancora ma all’interno solo una scarpa… la sinistra.

Tutti si mobilitarono per il problema della scarpa, del resto era proprio un bel mistero, si sa che una scarpa non può muoversi da sola, perché rubarne una… cose se ne può fare una persona normale di una scarpa, camminare con una scarpa solamente si finisce con lo zoppicare…

Il vecchio Sherlock che era in me si destò dalle pagine dei libri del mio amico Conan, compagno di molti viaggi.

Mi feci avanti e con garbo interrogai la commessa, lei mi disse che la scarpa rimasta nella scatola era la sinistra, quindi avevo capito bene… Cercai poi conferma dei miei dubbi riguardo all’uomo che stava servendo in precedenza, il signore claudicante.

La commessa mi confermò che le scarpe che aveva provato erano tutte e solamente destre. Mi confermò in oltre che la scarpa mancante era stata provata dall’indagato e aggiunse che sembrava quasi le piacesse e fosse comodo, infatti non zoppicava più, ma non la prese perché non si intonava con il borsello.

Ora ne ero certo, l’uomo claudicante, l’indagato per eccellenza, era anche il colpevole e senza dubbio aveva una gamba finta. Gli consigliai, se volevano ritrovare la scarpa, di spedire la descrizione del ladro a tutti i venditori di protesi ortopediche della zona.

La signora alla cassa, come subito avevo sospettato era la padrona e per ricompensa ci fece un bello sconto, in pratica ci regalò una scarpa, ma non so dirvi quale.

Come sia andata a finire la misteriosa faccenda della scarpa destra e dell’oscuro uomo con la gamba fasulla non lo venni più a sapere. Nuovi casi aspettavano l’arguzia investigativa del giovane Sherlock.

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