Il Treno dell’amore

treno dell' Amore

Il treno dell’amore parte da Novara verso le sette e cinquanta del mattino, cinque minuti in più o dieci minuti in più, dopo aver scaricato vagonate di bambini e bambine diretti verso le scuole, sono soprattutto ragazzi che frequentano le superiori, ragazzi coi capelli viola dritti in aria, ragazze truccate come donne già del lavoro, ma che per fortuna vanno ancora a scuola, normalmente tutt’altra scuola.

Il treno dell’amore è un treno, diciamo non nuovissimo, somiglia  a prima vista, ad uno di quelli che si vedono nei film western. I suoi sedili sono imbottiti e riccamente plastificati in modo da essere comodamente lavabili, se proprio, proprio, un giorno o l’’altro lo si volesse fare, cosa però a mio parere, mai accaduta.

Il treno ha alcune particolarità che lo distinguono dagli altri treni “storici”: i sedili sono posti uno di fronte all’’altro a distanza ridottissima, talmente ridotta che è permesso viaggiare di fronte a persone di sesso opposto solo se si è maggiorenni e liberi da legami sentimentali. I posti sono così vicini che non ci si siede semplicemente, ma letteralmente ci si incastra in una specie di nodo siamese.

Per completare il tutto: le ruote del treno non sono esattamente rotonde, ma bensì perfettamente ellissoidali, il risultato è la sensazione di andare a cavallo su di un incrocio di cosce che a loro volta si incrociano tra mormorii: ““oh… mi scusi non volevo…”, “ah quella è la sua coscia,… scusi cercavo il mio biglietto” …”, seguiti, spesso, da flebili sussurri del tipo ““non si preoccupi faccia pure sono in cerca di avventure” ” oppure “tanto la mia ragazza ha perso il treno…”.

Questo treno ha unito molte persone, ha creato passioni brucianti che spesso si sono spente con l’annuncio della stazione di destinazione, amori di breve durata ma di un’intensità che non basterebbe una vita intera per riviverli, amori clandestini tra persone salite di nascosto, amori regolari ma puntuali come gli arrivi dei treni, amori tra sconosciuti conosciutisi solo biblicamente ma senza andare al catechismo, amori senza amore tra controllori senza cuore e passeggeri senza biglietto, amori tra persone di una certa età con persone di età imprecisata, amori e sempre amori su di un treno in subbuglio come i cuori della gente che vi discende, spesso di fretta perché in ritardo per il lavoro o per un appuntamento di cuore sulla terra ferma.

Gli unici a salvarsi da queste vampate d’amore sono i viaggiatori in compagnia della propria valigetta o borsa che sia, posta sul sedile di fronte al proprio, come per tenere il posto ad un’’amata da li a poco arrivata ma mai giunta, persone che fanno finta di dormire, che cercano di leggere, che inseguono i propri sogni, troppo spesso col treno sbagliato, persone che non sanno vivere l’’attimo, che non si accorgono dell’’amore che li circonda e cerca di abbracciarli,

un amore semplicemente… ferroviario.

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